
Guida a piedi · Gratuita · 45 minuti
Sotto le vie del centro scorre ancora acqua. Un itinerario tra la Finestrella di Via Piella, il Canale delle Moline e i luoghi d'acqua che pochi conoscono.
Foto: Bristin, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Bologna, come Venezia e Amsterdam, è nata sull'acqua. Un tempo il centro era attraversato da oltre 60 chilometri di canali: il Reno, il Savena, il Navile e il Canale delle Moline muovevano quindici mulini da grano, decine di opifici e la seta più famosa d'Europa.
Nel Novecento la città li ha coperti quasi tutti. Ma se sai dove guardare, l'acqua è ancora lì — dietro una finestrella, sotto un pavimento di vetro, in fondo a una via del quartiere universitario.
Questa guida parte da Via delle Moline 2/F, davanti alla nostra trattoria, ed è pensata per essere fatta a piedi in circa 45 minuti.
Distanza
~2 km
Durata
45 min
Ingresso
Gratuito
Partenza
Via delle Moline
L'itinerario
La finestra più fotografata di Bologna. Un piccolo scorcio sul Canale delle Moline che pochi conoscono fuori dalla città. Aperta gratuitamente, sempre visibile. Meglio nelle ore centrali, quando la luce entra nel canale.
5 min a piedi da Le Moline

Foto: Bristin, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Prima di arrivare alla finestrella, il canale scorre a cielo aperto dietro Via Oberdan. Un altro punto poco noto per vederlo dall'alto, senza folla.
3 min a piedi da Le Moline

Foto: Mike Peel, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
La via su cui ti trovi quando entri da noi passa esattamente sopra il Canale delle Moline. Sette secoli fa qui giravano quindici mulini da grano.
0 min: sei già qui
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Foto: Fabrizio Garrisi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Le case che vedi a destra e a sinistra erano abitate dai mugnai che lavoravano nei quindici mulini della corporazione delle Moline.
2 min a piedi

Foto: Raffaele Faccioli (dipinto), Pubblico dominio, via Wikimedia Commons
Un altro affaccio sul canale, più discreto, dove l'acqua torna a scomparire sotto la città. Ottimo punto per una foto tranquilla.
4 min a piedi

Foto: Marcamps, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
In fondo al percorso, dentro la Biblioteca Salaborsa, un pavimento di vetro mostra i resti romani della città. L'acqua di Bologna nasce da qui, molti secoli prima dei mulini.
10 min a piedi

Fino all'Ottocento i canali di Bologna erano il motore economico della città. Poi arrivò il vapore, poi l'elettricità: i mulini si fermarono, l'acqua diventò un ostacolo per il traffico e un problema igienico.
Tra il 1950 e il 1960 il Comune coprì la maggior parte dei canali del centro con lastre di cemento e asfalto. Da un giorno all'altro Bologna smise di essere una città d'acqua.
Oggi restano solo pochi affacci — la Finestrella di Via Piella è il più famoso — ma se cammini per le vie del quartiere universitario e sai dove guardare, senti ancora l'acqua che scorre sotto i tuoi passi.
Le Moline è a pochi minuti da tutte le tappe. Il ristorante sorge sopra il Canale delle Moline, con un pozzo medievale ancora visibile all'ingresso. Tagliatelle al ragù, tortellini in brodo, lasagne — la tradizione bolognese, ogni giorno, dalle 12 alle 23:30.