Anno Domini · MMXXVI

    Sette secoli
    sotto i tuoi piedi

    Via delle Moline 2/F — Bologna

    Capitolo I

    Quindici mulini per sfamare una città

    Prima che diventasse una via, questo era un canale. Il Canale delle Moline portava le acque del Reno dentro Bologna, e lungo il suo percorso giravano quindici ruote idrauliche — quindici mulini da grano che producevano tutta la farina della città.

    La corporazione che li gestiva si chiamava Università delle Moline e delle Moliture. I mugnai abitavano nelle case costruite proprio qui attorno, in via Capo di Lucca, a pochi passi dal nostro locale.

    Quindici ruote, un'unica città da sfamare.

    Fotografia storica in bianco e nero del Canale delle Moline a Bologna scoperto, con le case medievali affacciate sull'acqua e una ruota idraulica di mulino in primo piano, prima della copertura novecentesca
    Bologna, inizio Novecento — Il Canale delle Moline ancora scoperto, poco prima della copertura definitiva. Sulla destra si intravedono le case dei mugnai affacciate direttamente sull'acqua e una delle quindici ruote idrauliche che macinavano il grano della città.Fonte: Biblioteca Salaborsa — «Copertura del Canale delle Moline». Archivio storico, pubblico dominio.
    Ruota idraulica in legno di uno dei mulini da grano del Canale delle Moline, addossata a un alto muro in mattoni a vista, in una fotografia storica dei primi del Novecento a Bologna
    Dettaglio di una delle quindici ruote idrauliche dell'Università delle Moline e delle Moliture: la pala in legno, spinta dalla corrente del Canale di Reno, è ancora addossata al muro in mattoni del mulino — fotografia dei primi del Novecento, poco prima della dismissione.Fonte: Biblioteca Salaborsa — «Copertura del Canale delle Moline». Archivio storico, pubblico dominio.

    Le grandi pale in legno, addossate ai muri in mattoni delle case-mulino, giravano giorno e notte spinte dalla corrente. Il rumore dell'acqua e delle macine era la colonna sonora di questo quartiere.

    Nei primi decenni del Novecento la città decise di coprire il canale per motivi igienici e urbanistici: le ruote furono smontate, il corso d'acqua nascosto sotto la strada. Oggi, camminando su via delle Moline, cammini letteralmente sopra un fiume — e sopra sette secoli di lavoro.

    Mappa storica di Bologna sec. XVII–XVIII con il Canale di Reno evidenziato in blu lungo Via delle Moline
    Il Canale di Reno (in blu) scorreva parallelo a Via delle Moline alimentando i quindici mulini da grano della città.

    Capitolo II

    Le Tuate: dove la farina aspettava

    Il tratto di strada dove sorge oggi Le Moline aveva un altro nome: Le Tuate. Erano i magazzini — in dialetto bolognese medievale, tubata — dove la farina veniva stoccata dopo la macinazione.

    Poco più avanti, in quello che si chiamava Via delle Stadiere, c'erano le bilance del Comune. Qui ogni sacco veniva pesato e tassato con il dazio prima di poter entrare in città.

    Farina macinata. Farina stoccata. Farina pesata.
    Poi finalmente: farina cucinata.

    Catasto Pontificio del XIX secolo con Via delle Moline e la denominazione storica Le Tuate
    Catasto Pontificio, Bologna — si legge chiaramente "Le Tuate", il nome medievale di questo tratto di via delle Moline.
    «Via delle Stadiere trova la sua spiegazione nel fatto che qui si pagava il dazio sulle farine in base al peso.»
    — Storia e Memoria di Bologna, Settore Musei Civici del Comune di Bologna

    Capitolo III

    Il pozzo è ancora qui

    Appena entri nel locale, a sinistra della porta, c'è un vetro nel pavimento. Sotto quel vetro c'è un pozzo medievale.

    Non è una scenografia. È lì da prima che esistesse il locale, prima che esistesse via delle Moline con questo nome, forse prima che i mugnai costruissero i loro magazzini proprio qui sopra.

    Ci bevevano i lavoratori del canale. Ci bevevano i mugnai mentre scaricavano i sacchi di farina. Oggi ci passi sopra mentre aspetti il tuo tavolo.

    PUTEUS · SEC. XIII

    Capitolo IV

    La Bolla del Mugnaio

    In ogni osteria che si rispetti, il cibo dovrebbe raccontare da dove viene. Noi lo facciamo alla lettera.

    Quando arriva il tuo primo piatto, trovi sul tavolo una replica della Bolla di Pesatura — il documento che i mugnai ricevevano alle Stadiere dopo aver pagato il dazio sulla farina. Mulino di provenienza, peso in libbre bolognesi, timbro del Pesatore del Comune.

    La pasta che mangi è fatta con farina. La farina, secoli fa, passava da qui. La bolla è il documento che lo certifica.

    Bulla Ponderis

    Universitas Molinariorum

    Bononiae · MDCXLII

    Molino:
    delle Moline
    Pondus:
    XXIV libbre
    Dazium:
    solutum
    Sigillum

    Bologna nel piatto, ogni giorno

    Le Moline non è un museo. È un'osteria aperta 365 giorni l'anno, dalle 12 alle 23:30, cucina continua.

    Ma ogni tagliatella al ragù, ogni tortellino in brodo, ogni lasagna ha senso anche perché questo posto ha una storia — e quella storia comincia con un canale, quindici mulini e un sacco di farina pesato proprio qui.

    Fonti storiche

    Le informazioni storiche contenute in questa pagina sono tratte da fonti istituzionali verificabili. Le mappe sono documenti d'archivio di pubblico dominio.

    • Storia e Memoria di Bologna — Via delle Moline — Settore Musei Civici del Comune di Bologna
    • Origine di Bologna — Canale delle Moline — ricerca odonomastica e storica
    • Rete dei Canali di Bologna — Canale delle Moline